Pedaggi autostradali: le moto non devono pagare come le auto!

Pedaggi autostradali: le moto non devono pagare come le auto!

Di Gianluca
Pubblicato il 15 apr 2013
Pedaggi autostradali: le moto non devono pagare come le auto!

Quella dei pedaggi autostradali delle due ruote è una vecchia questione su cui nessuno si è mai preso la briga di fare qualcosa. Gli ultimi, in ordine di tempo, a lamentarsi – giustamente – della questione sono stati ancora una volta i ragazzi del CIMCoordinamento Italiano Motociclisti in una lettera aperta alle principali Forze Politiche.

Oggi gli fa eco Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori). Il continuo e progressivo aumento dei pedaggi autostradali, giustificati con la necessità di assicurare ai gestori gli investimenti necessari alla manutenzione e messa in sicurezza della rete, mette in evidenza l’incomprensibile allineamento dei pedaggi motociclistici a quelli delle autovetture. Assimilare auto e moto – recita la nota Ancma – non è giustificato perché non si tiene in nessuna considerazione il diverso apporto all’usura del manto stradale da parte dei veicoli a due e a quattro ruote.

L’anomalia è confermata dal confronto con gli altri Paesi europei. In molti Stati, come evidenziato dai dati forniti dalla FEMA (Federazione europea dei motociclisti), i centauri non sono soggetti al pagamento di alcun pedaggio per accedere alle autostrade: succede così, ad esempio, nel Regno Unito, in Norvegia, Danimarca e Repubblica Ceca. In altri Paesi, come la Francia, l’Austria, la Grecia e la Turchia, le tariffe per auto e moto sono diversificate e gli sconti per le due ruote vanno dal 30% fino al 50% del pedaggio automobilistico. Solo in alcuni nazioni le tariffe non sono diversificate, ma il pagamento è richiesto esclusivamente in alcuni tratti stradali specifici (come gallerie e ponti) come accade in Germania e Olanda.

A riguardo si è espresso anche Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori):

“Da tempo chiediamo che le tariffe di auto e moto vengano diversificate. Mettere sullo stesso piano veicoli che contribuiscono in modo ben diverso ai costi sostenuti dai gestori per la manutenzione della rete è iniquo. Le moto occupano molto meno spazio anche nelle aree di sosta, ma nessun servizio dedicato è previsto: stalli con la possibilità di aggancio di sicurezza, portacaschi con chiave, etc. Deroghe alle tariffe standard esistono già: sulle autostrade A8 e A9 (Milano-Varese e MilanoComo) è riconosciuto uno sconto del 70% alle autovetture che ospitano a bordo almeno quattro passeggeri (Carpooling): analogo meccanismo potrebbe essere applicato ai veicoli a due ruote, soprattutto su quelle tratte che, ad esempio nella bella stagione, si contraddistinguono per un massiccio traffico motociclistico. Il settore delle due ruote a motore, che nel mese di marzo ha dimezzato le vendite rispetto al 2012 e che è afflitto da costi assicurativi insostenibili (come evidenziato da una recentissima indagine dell’Antitrust, che ha denunciato l’anomalo aumento dei premi che gravano su ciclomotori e moto), necessita di un allentamento dei costi di gestione e, in questa direzione, anche un alleggerimento delle tariffe autostradali può contribuire a non vessare l’intero comparto.”

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