Jarno Saarinen, 40 anni senza il campione
20 maggio 1973: sul circuito di Monza perdevano la vita nello stesso incidente Jarno Saarinen e Renzo Pasolini. Il video tributo 30 anni dopo
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Ci sono piloti la cui carriera si brucia in un soffio, ma nonostante ciò riescono a entrare nei cuori degli appassionati per sempre e il loro ricordo si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione. Uno di questi è Jarno Saarinen, il primo finlandese a vincere un Gran Premio nel Mondiale, scomparso il 20 maggio 1973 a Monza, mentre si disputava il GP delle Nazioni della classe 250. Renzo Pasolini, il “Paso”, scivolò su una chiazza d’olio perdendo il controllo della sua Aermacchi e cadde rovinosamente: la sua moto andò a sbattere contro il guardrail, rimbalzò indietro e colpì violentemente Saarinen al volto. Nell’incidente furono coinvolti 12 piloti: Saarinen e Pasolini morirono in pista.
Uno delle gare più tragiche della storia del motociclismo: il riminese Pasolini aveva 35 anni e una lunga carriera alle spalle e in tanti sostengono che se avesse avuto moto più competitive alle spalle avrebbe potuto dare filo da torcere al grande Agostini.
Saarinen non ne aveva nemmeno 28: l’anno precedente con la Yamaha aveva vinto il titolo nella 250 e il 1973 sarebbe dovuto essere l’anno della svolta nella 500. Il 22 aprile aveva esordito nella classe regina, vincendo il GP di Francia sia nella 250 (con Pasolini 3°) che nella 500 davanti a Phil Read in sella all’MV Agusta. Solo Max Biaggi dopo di lui è riuscito a centrare la vittoria all’esordio nella massima serie. Il 6 maggio un’altra vittoria, questa volta in Austria, al Salzburgring di Salisburgo.
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Saarinen aveva il talento e il carattere per vincere in tre categorie contemporaneamente quell’anno e i tifosi lo ricordano con un personaggio mite e gentile. Aveva iniziato a correre nelle gare di speedway su ghiaccio negli anni ’60 in Finlandia e non potendo permettersi un furgone caricava la moto su un carro funebre.
Laureatosi in ingegneria meccanica grazie agli ingaggi avrebbe, d’accordo con la moglie Soili, lasciato il mondo delle corse nel ’74, per dedicarsi alla progettazione: un pilota coraggioso ma non avventato, che aveva rifiutato di correre al TT di Man perché troppo pericoloso, subendo gli attacchi della stampa britannica.
In questo video vediamo il pilota in alcuni momenti della sua vita trascorsa nei circuiti e dove possiamo vedere la moglie che ricordandolo dice: “Iniziò a correre perché voleva viaggiare e vedere il mondo. I finlandesi non erano mai stati molto appassionati di motociclismo.”
Grazie a Jarno lo sarebbero presto diventati. Ma Saarinen non lasciò il segno solo nei cuori dei suoi connazionali: quando nel ’74 il signor Enzo Trulli ebbe un figlio lo chiamo Jarno, nome piuttosto insolito per un bambino italiano…
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