TEST Honda Shadow Black Spirit 750, slow ride per passione
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Il bello di un viaggio spesso sta nella capacità di riuscire ad assaporare quanto più a fondo possibile le bellezze dei paesaggi attraversati e che ricorderemo come splendida cornice del nostro cammino. senza scordare che procedere ad andature più tranquille ci permette di spostare parte dell’attenzione e del nostro impegno dalla pura guida della moto verso il mondo che ci circonda, notiamo così particolari e prospettive spesso trascurate o delle quali non sapevamo l’esistenza pur avendo percorso più volte quelle stesse strade. Lo slow-motion in questi casi funziona “come una penna che ci sottolinea le cose scoprendo, e quelle più ricche alla fine non sono costose…”.
Un modo più semplice di approcciarsi alla moto la moto che ci aiuta ad apprezzare uno spirito più romantico delle due ruote, allontanandoci contemporaneamente dai classici schemi tecnologici e prestazionali a cui solitamente riserviamo la maggior parte delle nostre attenzioni, travolti in parte da quel mondo frenetico e spesso stressante che ci assale nella vita di tutti i giorni.
Una sorta di “Easy riderir” vissuto come scelta cosciente, perché andare in moto è anche questo, una guida semplice fatta di pochi cavalli e tanta coppia, con due cilindri grandi grandi ma che si muovono lenti.
In questa occasione a colpire la nostra attenzione è l’ultima variante della storica Honda Shadow che per il 2010 arricchisce la sua gamma con una versione piuttosto interessante denominata Black Spirit, grazie a lei per qualche giorno abbiamo assaporato il mondo delle due ruote da una ottica diversa. Il segmento delle custom, non a caso, fonda gran parte della sua fortuna sulla grande capacità di personalizzazione che offrono questi modelli ai loro appassionati proprietari. La Black Spirit ben si colloca in questa ottica figurando come una buona personalizzazione su base Shadow.
Ma alla Black Spirit il nome custom sta un po’ stretto e si posiziona più volentieri nel segmento delle cruiser vale a dire a metà strada tra una custom e una naked, questo perché rispetto ad una custom di tipo classica mostra una ciclistica più moderna che privilegia aspetti dinamici quali la maneggevolezza e la facilità di guida pur mantenendo una base meccanica di tipo custom.
Ma le moto in stile americano mantengono indubbiamente un certo fascino, unendo alla comodità della sella bassa e della posizione di guida rilassante, quell’idea di libertà unita ad un pizzico di spirito ribelle.
Questo modello propone un’altezza da terra ulteriormente ridotta, associata a propulsori V2 (ecologici) e trasmissioni a cardano praticamente esenti da manutenzione, tutto per l’ottenimento di una guida facile e rilassante. La Black Spirit 750, una Special nata sulla base della Shadow Spirit e arricchita dall’unica colorazione proposta che è appunto la Dark. La Shadow 750 Black Spirit rispetto alla Shadow Spirit sa essere molto più divertente, grazie alla brillantezza del motore V2 ed alla rinnovata cilistica. L’iniezione elettronica ha reso l’erogazione del propulsore sempre fluida.
Lo styling si sviluppa intorno ad un profilo basso e… triangolare, che colloca il pilota nel “cuore” della moto; il look è accentuato da dettagli esclusivi e ben amalgamai tra loro. Il suo styling retrò dispone di quel fascino che richiama la semplicità del passato non a caso i designer della Shadow 750 Black Spirit si sono ispirati alle più solide radici dello stile custom. Il parafango posteriore tagliato, il profilo triangolare, i tanti dettagli di colore opaco e un propulsore vibrante sono i simboli di un’eredità antica.
Il V2 di 52° raffreddato a liquido è peraltro la configurazione che ha assicurato negli anni potenza e affidabilità a tutta la gamma custom Honda 750cc. La sua forma compatta ha consentito l’abbassamento della trave dorsale del telaio, per enfatizzare il profilo basso e allungato da cruiser. Il motore a corsa lunga con albero a singolo perno (SOHC) esalta la coppia ai bassi regimi. La forcella è da 41 mm e la ruota anteriore da 17″ ! Sul lato sinistro, il giunto cardanico è integrato nel forcellone, per rendere ancor più pulito e gradevole il look della moto.
Inclinati in avanti, i due ammortizzatori posteriori garantiscono un’azione abbastanza progressiva, mentre l’impianto frenante presenta un singolo disco anteriore da 296 mm con pinza a due pistoncini, associato ad un convenzionale tamburo da 180 mm al posteriore.
In sella scopriamo una guida facile e rilassante con il pilota ben inserito all’interno della moto grazie a una sella confortevole e ben sagomata e alle leve perfettamente distanziate tra loro. La sua maneggevolezza e la guida semplice e intuitiva aspetti che pongono le proprie basi su buon equilibrio ciclistico e su un baricentro bassissimo che se pone dei limiti nella ricerca della massima piega regala indubbi vantaggi sia in fase di manovra sia nella facilità di guida.
Il prezzo insieme al design e alla maneggevolezza rappresenta uno dei suoi di forza con 7.790€ franco concessionario che le consente di proporre un rapporto qualità prezzo di ottimo livello e tra i più aggressivi del mercato.
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