Aprilia: cosa succede a Noale?

Analisi della crisi tra produzione e mondo delle corse che sta colpendo la prestigiosa Casa di Noale.

Di Massimo Falcioni
Pubblicato il 15 ott 2013
Aprilia: cosa succede a Noale?

Da oggi i 360 lavoratori dell’Aprilia di Scorzè resteranno a casa con il “contratto di solidarietà” causa lo stop della produzione almeno per tutto settembre. Si apre così un’altra pagina difficile per le sorti dell’industria motociclistica italiana, in particolare per la prospettiva di una azienda importante come l’Aprilia, oggettivamente in forte difficoltà nella tenaglia della crisi economica generale. La scelta aziendale potrebbe essere il primo passo verso un forte ridimensionamento dell’Aprilia?

Aprilia fa parte del gruppo Piaggio come altri marchi prestigiosi fra i quali Guzzi e Gilera ma ci poniamo seri dubbi sulla effettiva volontà di Roberto Colaninno di sostenere e rilanciare l’azienda veneta. Alla prova dei fatti Aprilia non è riuscita a imporre il suo marchio nei mercati internazionali: pur vincendo titoli mondiali non vende la sua pur validissima moto di punta, a differenza ad esempio di BMW che fatica in pista ma è fortissima nelle vendite. C’è una questione di sostanza e anche di immagine e oggi il Marchio della Casa di Noale non ha più appeal se visto come appendice Piaggio, alias, “quelli degli scooter”. Perchè allora non rilanciare alla grande il Marchio Guzzi impegnando su quel marchio l’attuale realtà Aprilia, corse comprese?

Domani a Pontedera i sindacati di tutto il Gruppo incontreranno il presidente della Piaggio Colaninno per cercare di capire le reali intenzioni della proprietà sul futuro dell’Aprilia e delle altre aziende. Dopo i ripetuti stop and go del recente passato, con fermate della produzione e cassa integrazione oggi non ci si può non porre una domanda: dove va l’Aprilia?

Un ulteriore segnale è giunto dal versante sportivo, da sempre il fiore all’occhiello della casa di Noale. Le dimissioni, seguite da un durissimo comunicato della Casa, dell’Ing. Luigi Dall’Igna, responsabile di Aprilia Racing passato armi e bagagli alla Ducati, potrebbe avere un significato che va ben al di là del reparto corse? Perché Dall’Igna, protagonista dei trionfi della Casa di Noale nel mondiale SBK con Max Biaggi, ha scelto altri lidi? La proprietà del Gruppo aveva idee diverse sull’utilizzo di Dall’Igna fuori dalle corse? Dall’Igna, avrà pensato che in Aprilia non ci sia chiarezza sul futuro, tanto meno sugli impegni gravosi nel campo delle competizioni?

Invece di un rafforzamento e di una espansione dell’Aprilia in SBK e addirittura in MotoGP, l’uscita di Dall’Igna fa pensare ad un ridimensionamento dell’attività agonistica, se non addirittura allo smantellamento del reparto corse a fine 2014. Questo rischio c’è perché Colaninno non ha mai dato l’ok per far partire il progetto della nuova MotoGP marchiata Aprilia. Dall’Igna inoltre, buon progettista ed ottimo manager, per rilanciare la Ducati avrà bisogno di portare con sé a Borgo Panigale i due-tre uomini chiave dei successi dell’Aprilia.

Al posto di Dall’Igna è arrivato il 50enne cuneese Romano Albesiano che ha curato lo sviluppo della 1000 di serie. Insomma una persona diversa per formazione e indole da Dall’Igna. Non solo: se osserviamo le scelte di alcuni Team MotoGP (Aspar e Carbion AB passati alla Honda) non più orientati ad utilizzare le competitive Aprilia allora il quadro non ci sembra roseo.

Pessimisti? Speriamo vivamente di essere smentiti.

foto | Google Images

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