Rossi-Biaggi, guerra continua. Il Dottore dice "No" a Del Bianco, pilota del Team del Corsaro

Sei il pilota di Max Biaggi? Niente VR46 Academy...

Di Massimo Falcioni
Pubblicato il 7 nov 2016
Rossi-Biaggi, guerra continua. Il Dottore dice

Come il buongiorno si vede dal mattino anche un SI o un NO fa capire l’aria che tira nei rapporti fra amici e nemici pure nel nostro motociclismo. A che cosa e a chi ci riferiamo? Al rapporto storicamente non lineare e particolarmente turbolento fra due fuoriclasse quali Valentino Rossi – verso i 38 anni, 9 titoli mondiali ancora pienamente e splendidamente in lizza in cerca della corona numero 10 – e Max Biaggi – 45enne in formissima 6 volte iridato – smanioso di tornare in pista, pur se solamente nelle vesti di promoter-proprietario di un suo nuovo Team Moto3 per il Civ 2017.

Come arcinoto a tutti, Rossi non è solo un pilota impegnato a lottare al top nel mondiale MotoGP, ma svolge anche con successo una articolata e intensa attività quale promoter, business-man, talent scout e chi più ne ha ne metta. Un esempio è dato dal VR46 Team nel mondiale Moto3 (al di là della burrascosa vicenda che ha portato a metà stagione 2016 alla rottura con Romano Fenati e di risultati forse inferiori all’impegno profuso e alle aspettative) e un altro esempio ancor più “interessante” è rappresentato dalla Academy con tutti gli annessi e connessi, cioè con tutto quel che gli gira attorno, di fatto una “calamita” per addetti ai lavori e non, certamente un “harem” ambitissimo per giovani piloti& affini.

Oggi, far parte dell’Academy di Rossi, oltre a poter usufruire di una serie di servizi molto importanti, è indubbiamente un fatto di prestigio, una specie di marchio doc di cui … vantarsi perché si entra in un club esclusivo davanti al quale non sono pochi a levarsi il cappello, quando a non mettersi sugli attenti. Molti piloti del nostro vivaio tricolore – piloti anche di livello mondiale in Moto3 e non solo – possono fregiarsi del marchio dell’Academy di Tavullia anche se, per la cronaca, ci sono altrettanti piloti di alto livello che non ne fanno parte, (ben) accasati altrove. Non facciamo nomi per non scatenare le solite (inutili) polemiche.

Tutto questo giro di parole per dire che il pilota scelto da Biaggi per il proprio nuovo Team (moto Mahindra) nell’avventura del Civ Moto3 2017 è il 19enne riminese Alessandro Del Bianco – ottimo driver del Civ già della Casa pesarese TM – pilota che attraverso i buoni uffici del noto designer Aldo Drudi sarebbe stato ben lieto di entrare nell’Academy per i servizi offerti, a cominciare dalla possibilità di allenarsi nel Ranch di Tavullia, a due passi da casa.

Ma dal fortino del Ranch è arrivato il disco rosso, un secco “niet” con una motivazione che – se vera – la dice lunga su questa e su altre storie e su come vengono intesi i rapporti e sulla base di quali parametri avviene la selezione e si viene scelti o rifiutati. Il “cortese” rifiuto è stato dato perché l’Academy è già … piena, non c’è posto per altri. Ognuno a casa propria è padrone e decide chi ospitare. Ma una domanda s’impone: Del Bianco avrebbe ricevuto il NO se fosse stato ancora un pilota della pesarese TM e non il nuovo portacolori del nuovo Team di Max Biaggi?

Indubbiamente, per l’Academy è una occasione persa in quanto si priva di un pilota di tutto rispetto. Ma – si dirà – uno più uno meno fa lo stesso. Già. Quel che più conta, però, è che chi ha deciso questa “epurazione”, rischia di perdere se non la faccia, quanto meno il senso della (buona) misura trascinandosi beghe antiche che una occasione come questa avrebbe potuto mettere nel dimenticatoio. O quasi.

Evidentemente, non solo uno sgarbo “malandrino”, un gesto poco signorile, ma un passo falso che dimostra un senso “unico” a proprio uso e consumo dell’ospitalità e una supponenza che apre le porte dell’Academy solo agli amici e agli amici degli amici, relegando gli amici dei nemici oltre il fossato. Perché, si sa, l’amico del mio nemico diventa mio nemico.

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