Kevin Schwantz ai "microfoni" di Motoblog
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Uno dei sogni di un giornalista appassionato di moto? Intervistare Kevin Schwantz! Il pilota americano resta ancora oggi uno dei centauri più grintosi e spettacolari di tutti i tempi. Parlando di mister “34” ci si ricorda degli anni d’oro della 500, quelli di Rainey, Lawson, Gardner, Doohan, protagonisti di un’epoca di motociclisti nel DNA prima che di personaggi mediatici, un’epoca che forse, con un pizzico di malinconia, non tornerà mai più.
E così, grazie alla disponibilità di Kevin, abbiamo fatto un salto nel passato ma allo stesso tempo ci siamo proiettati nel futuro, un futuro non troppo lontano che potrebbe riservare delle splendide opportunità al fuoriclasse texano.
D: Ciao Kevin, prima di tutto vorremmo ringraziarti per il tempo che ci dedichi, è un onore per noi intervistare un vero mito del mondo delle due ruote. Cominciamo con la prima domanda: dai primi anni novanta c’è stata una vera rivoluzione nella classe regina se prendiamo in considerazione il telaio, le sospensioni, il motore ed in particolare l’elettronica.
I prototipi della MotoGP godono di un’erogazione più graduale e sono più “docili” da condurre rispetto alle vecchie 500 a due tempi. Quali piloti attualmente in attività avrebbero potuto essere realmente competitivi 15 anni fa?
R: “Non sono molti i piloti che vedrei bene in 500. Valentino Rossi e Kenny Roberts JR. sono già riusciti a vincere il titolo mondiale con un pacchetto simile a quello che avevamo noi. In Superbike credo che uno come Troy Bayliss non avrebbe sicuramente problemi a guidare quel tipo di moto.”
D: Quali sono i tuoi piloti preferiti in MotoGP e Superbike?
R: “Sicuramente Valentino Rossi in MotoGP. Nelle derivate di serie direi Noriyuki Haga. Con un pilota come lui niente è impossibile fino all’ultimo giro.”
D: Parliamo del tuo tanto chiacchierato ritorno alla Suzuki come Team Manager. Quanto c’è di vero nelle voci che si sono diffuse in queste settimane nei paddock di mezza europa?
R: “Sono circolate molte voci sul mio futuro, forse troppe. Ho vissuto tutta la mia carriera nella classe regina e mi piacerebbe tornarci rivestendo un ruolo importante a livello manageriale. Ho espresso questo desiderio alla Suzuki e sto aspettando la loro risposta sulle reali opportunità. Comunque, il mio impegno profuso nell’attività della mia scuola (ndr, Kevin Schwantz Suzuki School) sarà sempre lo stesso.”
D: Come Team Manager preferiresti avere in una tua eventuale squadra un pilota aggressivo in pista e con un forte temperamento anche nella vita privata, oppure un pilota tranquillo, molto più facile da gestire?
R: “Senza alcun dubbio sceglierei il pilota più aggressivo e magari più problematico. Le due ruote sono belle anche per questo.”
D: Cosa pensi delle nuove regole della World Superbike che permetteranno alle bicilindriche di innalzare, limitazioni a parte, la cilindrata del motore a 1200cc?
R: “Sinceramente non sono d’accordo con il nuovo regolamento. Se le moto bicilindriche sono già vincenti, perchè devono aumentare la propria cubatura visto che la SBK nasce come categoria strettamente derivata dalla serie?”
D: Grazie di nuovo Kevin per il tempo dedicatoci. Proveremo a risentirci quando sarai ufficialmente il nuovo Team Manager Suzuki.
R: “Grazie a voi, per il momento incrocio le dita!”
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