Intervista a Kevin Schwantz: in pista con il mito

E' il mito indiscusso del motociclismo moderno, abbiamo intervistato Kevin Schwantz al Mugello dopo aver girato in pista insieme.

Di Umberto Schiavella
Pubblicato il 27 lug 2017
Intervista a Kevin Schwantz: in pista con il mito

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Abbiamo avuto la possibilità di passare una giornata con Kevin Schwantz, nei box e in circuito, al Mugello, dove insieme a lui abbiamo provato la nuova Suzuki GSX-R1000R, la nuova supersportiva della casa di Hamamatsu destinata alla pista e al mondo delle corse. Ne abbiamo quindi approfittato per fare due chiacchiere realizzando questa piccola intervista con il genio delle due ruote e mito indiscusso del motociclismo moderno.

È la stella della classe regina, leggenda del Motomondiale degli anni novanta, il rider il cui nome è legato indissolubilmente alla casa di Hamamatsu: Kevin Schwantz.

L’anno seguente le cose non cambiano, dopo una serie di cadute a Suzuka annuncia una pausa per rimettersi in forma. E’ il 17 luglio del 1995 quando Kevin Schwantz annuncia in lacrime dalla sala stampa del Mugello l’abbandono del mondo delle corse e il suo numero, il 34, viene ritirato per sempre dalla Federazione Motociclistica.

Ma il richiamo delle piste è troppo forte. Tra il 1996 e il 2002 il rider texano si dedica al campionato Nascar e insegna le tecniche di guida per motociclismo in una scuola specializzata. Consulente e uomo immagine della Suzuki nel luglio del 2013, dopo quasi diciotto anni dall’annuncio del suo ritiro torna a correre in una competizione professionistica partecipando alla 8 ore di Suzuka con la Suzuki GSX-R1000 del team Kagayama classificandosi al terzo posto della gara insieme ai piloti Yukio Kagayama e Noriyuki Haga.

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