Intervista a Kevin Schwantz: in pista con il mito
E' il mito indiscusso del motociclismo moderno, abbiamo intervistato Kevin Schwantz al Mugello dopo aver girato in pista insieme.
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Abbiamo avuto la possibilità di passare una giornata con Kevin Schwantz, nei box e in circuito, al Mugello, dove insieme a lui abbiamo provato la nuova Suzuki GSX-R1000R, la nuova supersportiva della casa di Hamamatsu destinata alla pista e al mondo delle corse. Ne abbiamo quindi approfittato per fare due chiacchiere realizzando questa piccola intervista con il genio delle due ruote e mito indiscusso del motociclismo moderno.
È la stella della classe regina, leggenda del Motomondiale degli anni novanta, il rider il cui nome è legato indissolubilmente alla casa di Hamamatsu: Kevin Schwantz.
L’anno seguente le cose non cambiano, dopo una serie di cadute a Suzuka annuncia una pausa per rimettersi in forma. E’ il 17 luglio del 1995 quando Kevin Schwantz annuncia in lacrime dalla sala stampa del Mugello l’abbandono del mondo delle corse e il suo numero, il 34, viene ritirato per sempre dalla Federazione Motociclistica.
Ma il richiamo delle piste è troppo forte. Tra il 1996 e il 2002 il rider texano si dedica al campionato Nascar e insegna le tecniche di guida per motociclismo in una scuola specializzata. Consulente e uomo immagine della Suzuki nel luglio del 2013, dopo quasi diciotto anni dall’annuncio del suo ritiro torna a correre in una competizione professionistica partecipando alla 8 ore di Suzuka con la Suzuki GSX-R1000 del team Kagayama classificandosi al terzo posto della gara insieme ai piloti Yukio Kagayama e Noriyuki Haga.
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