Jerez, guerra dei nervi. Rossi: "Sono pronto per la spallata a Jorge". Lorenzo: "Io non sono Sete, che ci provi!".

Di Massimo Falcioni
Pubblicato il 1 mag 2009

Valentino Rossi, si sa, non è forte solo in pista. I suoi successi li prepara fuori, anche sul piano psicologico.

A dirla tonda tonda, Valentino non sbaglia mai nel capire qual è l’ avversario più “pericoloso” del momento. E su quell’avversario “scarica” tutta la pressione possibile per … cercare di “intimorirlo”. Ognuno fa quel che può e anche questa è un’arma non trascurabile per poi regolare i conti in pista.

Ieri, alla conferenza stampa di presentazione della corsa di Jerez, Rossi non si è fatto pregare a dire quello che pensa, senza peli sulla lingua: “Qui rifarei oggi a Lorenzo il sorpasso che feci a Gibernau nel 2005”.

Chi non si ricorda il gran sorpasso con spallata di Valentino ai danni di Sete (che così perse gara e titolo)? La frase detta ieri dall’otto volte iridato è indicativa di uno stato di forma eccellente e anche di una volontà di combattimento e decisionismo che non calano (almeno a parole) di un millimetro.

Insomma, Rossi ha voglia (e che lo mette in dubbio?) di vincere e di farlo domenica proprio sul circuito spagnolo.

Lorenzo e Gibernau, sentita la frase “bellicosa”, hanno abbassato la testa, come non avessero capito.

Poi, però, a microfoni spenti, Jorge ha ripreso il discorso del suo coequiper: “Una cosa simile, a me non accadrebbe. Non deve accadere. E se dovesse accadere, il finale sarebbe molto diverso, sia durante che dopo … Io ho un carattere molto diverso da Sete …”.

Insomma, frecciate e contro frecciate. E’ la guerra dei nervi a dominare, per ora. Fra poco si scende in pista. Dalle (brutte) parole ai fatti (belli). Almeno si spera.

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