Test Kymco Agility R16 150: il bello dello spender poco

Di LeleV_200mph
Pubblicato il 13 giu 2009
Test Kymco Agility R16 150: il bello dello spender poco


Rieccoci a noi, ben consci che in queste quasi 3 settimane dalla sua presentazione ufficiale su questi schermi, il contachilometri del Kymco Agility R16 150 è cresciuto di un bel po’ di centinaia di chilometri e questo mi ha portato a conoscerlo in maniera decisamente più approfondita. E partiamo dai fatti: costa pochissimo, ed esteticamente piace – e io stesso fotografandolo dopo aver trovato “una guida” ho avuto modi apprezzarlo – e già questo potrebbe bastare in fondo per promuoverlo.

Specie se nella vita non pretendete di avere la botte piena e la moglie ubriaca, e quindi non sarete troppo infastiditi da una qualità non propriamente ineccepibile e da qualche altro dettaglio un poco fastidioso.

Ma non pensiate male, il Kymco Agility è un ottimo scooter low cost, ed il fatto di aver avuto modo di scambiare esperienze con diversi proprietari, tutti piuttosto soddisfatti, la dice lunga sul suo felice posizionamento sul mercato attuale.

Test Kymco Agility 150
Test Kymco Agility 150
Test Kymco Agility 150
Test Kymco Agility 150

E tanto per tornare sul tema principale di tutta la faccenda, perchè hanno speso ben poco. Ed insisto su questo punto per un motivo ben preciso: qualsiasi giudizio su uno scooter così non può che risentire in qualche modo del suo – basso – prezzo d’acquisto. Per cui, ammetto subito che personalmente credo non ci siano molti modi migliori di spendere quei soldi se si vuole uno scooter targato nuovo, garantito ed Euro3.

Certo, siamo fuori dal campo degli scooteroni, visto che sia l’impatto visivo che le impressioni di guida danno più l’idea di uno 50ino cresciuto, ma proprio questa caratteristica che sulle prime pare negativa, può essere la sua forza: non tutti amano andare in giro per la città con quei “bestioni” ed il Kymco in quanto a doti dinamiche è infatti un piccolo, e divertente, attrezzo da città.

Le ruote altissime qui sono sicuro protagoniste, e complice un baricentro abbastanza basso, alle velocità di crociera tipiche della città il comportamento dinamico è volendo quasi da “rapina”, grazie anche al supporto di freni di buon livello (il posteriore ha curiosamente il cavo in treccia, che manca davanti) mentre lo stesso non posso dire delle sospensioni.


Test Kymco Agility 150
Test Kymco Agility 150


Che sono si rigide, anzi troppo rigide! Se su asfalto va tutto piuttosto bene, quando arriva il fatidico “pavè milanese” c’è da stringere bene il manubrio perché altrimenti si corre il rischio di perderlo: non lavorano proprio, ma anzi fanno saltellare tutto, compresa la mia povera testa. Non siamo certamente a livello di pericolosità, ma studiate bene i vostri percorsi.

Detto questo le stesse sospensioni hanno fatto si che tranciassi di netto uno specchietto, e probabilmente sempre loro hanno creato qualche problema alla (economica) vite del cavalletto centrale persa chissà dove. Fortuna nella completa dotazione di serie (c’è anche il bauletto in tinta) non manca il cavalletto laterale.

E visto che io son come San Tommaso, provandolo per bene non posso parlarvi del suo motore monicilindrico: raffreddato ad aria e con 2 valvole con cilindro non può di certo fare miracoli, ma le prestazioni sono oneste ed – in teoria – anche i consumi. Dico in teoria perchè parlando con altri propietari mi hanno parlato di almeno 20km con un litro in città.

L’Agility in nostro possesso per il teat nei primi 500 chilometri ha consumato un pochino più del dovuto. Passata la “fase di rodaggio” la situazione sta iniziando a migliorare verso i valori di cui parlavo. Stiamo verificando altresì eventuali problemi di consumi del nostro Agility con i responsabili Kymco Italia. Vi terremo aggiornati.

Di sicuro intanto c’è che in queste tre settimane di test con l’Agility 150 ho capito che senza arrivare agli estremi dei mezzi cinesi (come quelli che abbiamo testato) è effettivamente possibile creare dei prodotti low cost dai contenuti validi.

I mezzi low cost hanno sì limiti qualitativi ma non così inospportabili, specialmente se fanno risparmiare diverse centinaia di euro rispetto ad uno scooter più blasonato è più alla moda. A voi la scelta, voluta o forzata dal budget a disposizione.

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