Ducati Scrambler: nuova foto spia
Nuova immagine 'rubata' della Scrambler per il nuovo millennio, anche se ancora aleggia l'incertezza sui termini del suo eventuale arrivo sul mercato.
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Mentre fervono i preparativi per il Salone EICMA 2013 di Milano, Ducati continua lo sviluppo di un modello che con ogni probabilità potremo ammirare nella successiva edizione della kermesse milanese, ossia la nuova Scrambler. InSella ha pubblicato una nuova foto spia del modello scattata nei dintorni di Bologna, ancora in versione prototipo, che ci lascia comunque intravedere più chiaramente le linee attuali del suo design ed il suo bicilindrico a V raffreddato ad aria.
Come noto, il modello intende essere una rivisitazione per il nuovo millennio della ‘vecchia’ Ducati Scrambler, moto ‘cult’ degli anni ’60 e ’70 spinta da un monocilidrico da 125, 250, 350 o 450 cc, e in questa prospettiva vanno inquadrati alcuni elementi del design di questo prototipo, come ad esempio il serbatoio stretto e allungato, la sella ‘quasi’ piatta e la ruota a raggi anteriore (anche se potrebbe trattarsi semplicemente di una scelta ‘transitoria’ per questa fase di collaudo) che potrebbe anche essere da 19″. Lo scarico è basso e corto, ma dall’aspetto sembra tutt’altro che una soluzione definitiva.
Al momento, le indiscrezioni sulla nuova Ducati Scrambler sono tanto abbondanti quanto contrastanti, con alcune voci che ne presagivano l’arrivo già all’EICMA di quest’anno – possibilità che al momento ci pare abbastanza remota – e altre che invece dubitano che la casa bolognese sia realmente intenzionata a metterla un giorno in produzione (anche se il marchio ‘Ducati Scrambler’ è gia stato preventivamente registrato in alcuni mercati, tra cui quello ‘chiave’ degli Stati Uniti). Ad ogni modo, proveremo a ottenere le delucidazioni del caso da qualche esponente del management Ducati già la prossima settimana, in occasione dell’EICMA 2013,
Ducati: voci di una nuova ‘Scrambler’ in arrivo nel 2014
Durante gli anni ’60 e ’70, la mitica Ducati Scrambler ha rappresentato uno dei più grandi successi commerciali per la casa di Borgo Panigale, sia al di quà che al di là dell’oceano. La fama della vecchia monocilindrica bolognese – che ha lasciato indubbiamente un ricordo indelebile tra gli appassionati dell’epoca – è giunta praticamente inalterata fino ai nostri giorni: al WDW 2012 c’era una specifica area del paddock di Misano dedicata a possessori ed appassionati di questi modello, e basta farsi un giro su internet per vedere quanti customizers attorno al mondo hanno trasformato la Monster in omaggi più o meno velati a questa moto immortale (oltre ai tributi ‘dichiarati’ come la Borile 450S Scrambler). Il ‘culto’ che ancora circonda la Scrambler non è sicuramente passato inosservato tra i piani alti del management Ducati, al punto che stanno prendendo sempre più consistenza le voci di un possibile ritorno del modello nella line-up del costruttore.
Non si tratta in effetti di una novità assoluta – rumors su una possibile nuova Scrambler circolavano già ai tempi in cui Pierre Terblanche era alle dipendenze Ducati – ma recenti indiscrezioni riportate da alcuni media anche esteri – come ad esempio Asphalt&Rubber – suggeriscono che il progetto sia in effetti reale, con altre fonti quali Motorcycle DeLuxe che si spingono ad ipotizzare la presentazione della nuova Scrambler già il prossimo Novembre al Salone EICMA di Milano.
La mancanza di notizie ufficiali sull’argomento lascia naturalmente ‘campo aperto’ ad ogni genere di speculazione, che sono comunque riconducibili a due scuole di pensiero principali: la prima che prevede una Scrambler monocilidrica – e quindi leale al vecchio schema dell’antenata, che fu prodotta con cilindrate da 125, 250, 350 e 450 cc – e la seconda che ipotizza una nuova versione bicilindrica, più ‘in linea’ con la produzione Ducati degli ultimi decenni. E a conti fatti, non è detto che l’una debba per forza escludere l’altra.
Secondo la prima scuola di pensiero, la nuova Scrambler arriverebbe tra il 2014 e il 2015 con un monocilindrico raffreddato ad aria di cilindrata non inferiore ai 600 cc, che fungerebbe da ‘trampolino di lancio’ per l’entrata di Ducati nel mercato delle moto più piccole senza escludere la possibilità di modelli simili di cilindrata anche superiore. Il grande sponsor di questa ‘impostazione’ sarebbe proprio Audi, che lo scorso anno ha rilevato il marchio bolognese dalla Investindustrial della famiglia Bonomi.
Fino ad oggi, Audi ha lasciato abbondantemente ‘mano libera’ a Ducati per quanto riguarda l’aspetto dei prodotti, ma non è da escludere che l’azienda tedesca possa effettivamente mirare allo sviluppo di modelli più adatti ed appetibili per i cosiddetti ‘mercati emergenti’ (magari ingolosita dall’evidente successo della gamma KTM in quei paesi, specialmente in India), una mossa che però ‘svilirebbe’ il carattere premium del marchio italiano.
Tuttavia, vista la comprovata avversione del management Ducati ad un ritorno al cilindro singolo, abbiamo delle difficoltà a credere che Audi e Ducati stiano effettivamente costruendo e sviluppando un motore simile – soprattutto se raffreddato ad aria, con l’industria del settore che si sta spingendo sempre più verso propulsori raffreddati ad acqua che hanno emissioni di CO2 più basse – ma l’idea di per sè non è così incredibile da dover essere per forza scartata ‘a priori’.
Più plausibile, pratica, logica e conveniente ci sembra invece la seconda ipotesi, quella che vedrebbe la nuova Scrambler essere generata da una costola della Ducati Hypermotard (che è in fase di progetto è stata sviluppata su un telaio modulare). In questo caso, di conseguenza, la nuova Scrambler avrebbe lo stesso V-Twin da 821 cc raffreddato ad acqua di Hypermotard e Hyperstrada, un approccio, questo, decisamente più in linea con la recente filosofia industriale Ducati e che potrebbe sfruttare il lavoro lasciato a metà da Terblanche.
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