I dipendenti Husqvarna: "Abbandonati dal Governo"
I dipendenti dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno in rivolta dopo un'intervista rilasciata dal nuovo proprietario Pierer nella quale si sosteneva che la situazione fosse risolta.
Non sembra certo essersi risolta la gravosa situazione dei quasi 250 dipendenti dell’ex stabilimento Husqvarna di Cassinetta di Biandronno: giusto pochi giorni fa avevamo dato notizia del definitivo spostamento della produzione a Mattinghofen, storica sede dei nuovi proprietari di KTM. In seguito il CEO del marchio austriaco aveva dichiarato che la situazione con i dipendenti dell’ex centro produttivo varesotto era stata risolta, ma per i lavoratori in cassa integrazione sembra che la questione non sia affatto conclusa.
I dipendenti hanno scritto una dura lettera aperta, che riportiamo integralmente, nella quale vengono accusati non solo i nuovi proprietari austriaci, ma soprattutto le istituzioni italiane, colpevoli di non aver tutelato adeguatamente i loro interessi. Nei mesi scorsi si era già detto di tutto e i rappresentanti sindacali e portavoce dei dimostranti non avevano esitato a parlare di “saccheggio industriale” da parte di KTM e di svendita da parte di BMW di uno stabilimento perfettamente funzionale alla produzione.
E’ trascorso diverso tempo da quando abbiamo cercato di far sentire la nostra voce di protesta per la dismissione del sito produttivo di Cassinetta. In questi giorni leggiamo su internet di un’intervista rilasciata da Pierer alla testata tedesca Motorrad e riportata sul quotidiano “La Provincia di Varese” nella quale si parla della ormai ex Husqvarna. Chi non vive quotidianamente il “dramma” della perdita del posto di lavoro, evince che la situazione sia ormai risolta e normalizzata.
Non è però così; andiamo ad analizzare alcuni passaggi dell’intervista: Pierer afferma che lo stabilimento di Biandronno è in ottime condizioni e che non lo vuole vendere in quanto un giorno potrebbe tornare utile per produrre addirittura 30/40.000 moto all’anno ma che il costo elevato del lavoro in Italia non lo permette. Visto che la situazione del mercato è quella descritta da Pierer perché il Governo continua a non emanare delle leggi che tutelino i lavoratori italiani e sgravino le imprese dalle tasse elevate? Il sacrificio di 250 posti di lavoro senza leggi immediate non sarà servito ne a noi ne ai nostri figli!!!
Pierer afferma “I miei collaboratori mi hanno riferito che con i lavoratori di Biandronno l’accordo è stato raggiunto e tutto è risolto”. Non è vero. L’accordo siglato dai sindacati con la direzione è positivo per l’azienda che si vuole liberare dei lavoratori a prezzi di saldo! Piuttosto l’idea del sindacato alla base dell’accordo è avere più tempo per trovare soluzioni produttive alternative per dare continuità occupazionale ai dipendenti. Quelle soluzioni che la stessa direzione ha dichiarato di cercare firmando un documento al Ministero dello Sviluppo Economico di Roma, salvo poi venirne meno coi fatti. E lo stato italiano cosa fa per farlo rispettare? A parti invertite quello austriaco avrebbe permesso questo trattamento ai propri cittadini?
Significativo è anche il passaggio in cui Pierer si lava la coscienza dando la colpa ai soci indiani di Ktm sul non mantenere la produzione in Italia. Ma se Husqvarna è di proprietà della Pierer Industrie e non di Ktm, perché gli indiani impongono questa clausola nell’operazione altrui? Ma per favore!
Fatte queste dovute precisazioni ci poniamo anche questi perché:
Perché è calato il silenzio sulla vicenda Husqvarna?
Perché le forze politiche che tanto si sono prodigate all’inizio sono svanite nel nulla?Probabilmente questo sarà l’ultimo comunicato per fare sentire la nostra voce che oggi è un grido nel deserto, però, ci piace pensare che gli organi informativi divulghino la vera realtà e che le Istituzioni locali,regionali e di Stato riprendano in mano la situazione di quell’operazione chiamata dall’Onorevole Maroni “una vera porcata”. Ricordiamoci anche che a perdere non saranno solo i dipendenti Husqvarna, ma un’intera nazione, l’Italia presa in giro dai tedeschi, dagli austriaci e prigioniera delle proprie leggi.
Noi continuiamo a credere nel vostro aiuto! Grazie a tutti.