Bimota DB6 Delirio - Test Stampa Internazionale
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Arrivati a Rimini per la presentazione stampa della DB6 Delirio, siamo stati accolti dal piccolo ma “gayyardissimo” entourage aziendale; nella sede di via Giaccaglia mi sono stupito nell’apprenderlo, lavorano infatti “solo” 20/25 persone… (ma come lavorano!)
Percepisci subito che la passione di queste persone è veramente ai massimi, mi sono entusiasmato nel sentire i racconti del simpaticissimo Piero Canale, (resp. commerciale),e la storia degli ultimi anni difficili con un grande obiettivo comune, rilanciare il marchio Italiano che, in quanto a un fascino artigianale è realmente unico.
Anacleto Bernabei (marketing) mi invita a fare il giro turistico dell’azienda e io da buon “giapponese” scatto foto e domande a raffica…
La prima cosa che incontro sono dei grandi bancali “marchiati Ducati” che fanno intravedere DS1000 pronti per il trapianto, che, stranamente e contro ogni logica industriale, avviene al secondo piano della palazzina, mi viene spiegato che da sempre è così, una volta terminate le moto vengono fatte scendere da un montacarichi per il collaudo.
Mentre gironzolo osservo i meccanici al lavoro, mi vengono spiegate tutte le fasi di lavorazione, ogni meccanico segue l’intero assemblaggio della moto che dura circa 20 ore, tutti i bellissimi componenti dal sapore artigianale sono disposti su banchi ricoperti da tovaglie rosse marchiate Bimota.
Dietro la sala montaggio che sarà di circa 300 mq, è stato da poco creato un piccolo deposito di ricambi “storici”, carene e telai dal sapore vintage…
Finito il piacevole giro mi viene presentato Sergio Robbiano, colui che ha disegnato la nuova gamma tra cui lultima DB6 Delirio e che, con fare molto simpatico e alla mano, ci illustra i vari progressi rispetto al modello ammirato (e sognato) al salone di Milano in novembre.
Eccone una breve radiografia:
La moto nasce dalla ciclistica della DB5 ed adotta lo stesso motore; ma le affinità con la sorella pistaiola terminano qui.
La componentistica rimane al top come le finiture di livello artigianale; in perfetto stile Bimota le parti in alluminio ricavate dal pieno: le piastre posizionate al centro del telaio ed al termine del forcellone sono state ulteriormente lavorate rispetto a quelle della DB5 ed appaiono ora più leggere.
Le piastre di sterzo, anch’esse ricavate dal pieno, hanno la caratteristica del taglio inclinato dei piani (bellissimo!), ed abbracciano le grosse forcelle Marzocchi da 50mm.
A completare l’avantreno l’impianto frenante Brembo completo con pinze ad attacco radiale, dischi braking a margherita ed il personalissimo gruppo ottico.
Il muso della Delirio racchiude il faro, le vistose appendici nella quali sono incastonati gli indicatori di direzione a led (come Aprilia) ed il cruscotto (ereditato dalla DB5) nel quale l’elemento predominante è il contagiri dal fondo bianco.
Il manubrio è conformato per permettere una guida quasi crossistica che consente un ottimo controllo del mezzo.
Il serbatoio è profilato in modo da risultare strettissimo nell’incavo della gambe e si sviluppa subito sopra le ginocchia dando volume e caratterizzando la vista superiore della moto.
Come sulla sorella supersport le pedane del pilota sono regolabili su tre altezze e le leve di freno posteriore e cambio sono dotate di un eccentrico che ne consente una facile e precisa regolazione dell’altezza.
La sella è alta da terra 800 mm e il peso è contenuto in 170 kg, questo permette anche ai meno alti di manovrare agevolmente la moto da fermo.
Gli scarichi a sezione triangolare, dotati di catalizzatore che permette alla moto di passare l’esame Euro 3, quelli che erano montati seulle 6 moto “test” non erano però ancora quelli deifinitivi e rispetto a quelli presentati al salone sono cambiati leggermente.
Come per la ruota anteriore, anche quella posteriore è frenata per mezzo di una pinza Brembo e un disco Braking a margherita.
Per quanto riguarda il motore Ducati 1000 DS, c’è chi dice che i 92 cavalli sono pochi per una moto del genere; io, dopo 3 ore di test in sella non saprei veramente cosa farmene di ulteriore potenza.
Il prezzo al pubblico, che dovrà aspettare giugno per averla, sarà di 18.900 euro. Le cose belle si pagano.
Seguiranno foto e video della prova in strada…
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