Valentino Rossi: "potrei correre in Superbike con Ducati fra qualche anno"
Valentino Rossi l’ha detto di nuovo: “Fra qualche anno, quando sarò più vecchio, potrei anche andare a correre in Superbike con Ducati”. Non è la prima volta che il Dottore nomina le derivate di serie, ed ora che corre per Ducati sarà più plausibile un futuro nella categoria, dove la rossa rappresenta l’anima del campionato, avendo vinto più di tutti fin dalla nascita a fine anni ’80.
Bellissimo, come al solito, pensare al pluricampione della MotoGP che battaglia per la vittoria anche in SBK. Il traguardo del doppio mondiale MotoGP/Superbike non è ancora stato raggiunto da nessuno, e conoscendo Rossi, potrebbe essere la sua prossima sfida una volta dismessi i panni di pilota di prototipi. Questo però fa ragionare ancora sulla differenza fra le due serie mondiali.
La paura è che la SBK diventi un vero e proprio “cimitero degli elefanti” per i piloti MotoGP. Prima Checa, poi Biaggi, e ora Melandri, hanno scelto le derivate per passare gli ultimi anni della propria carriera, rimettendosi in gioco per vincere titoli mondiali. Questo è perfettamente in linea con la mentalità di un pilota, ma un’altro dei principali motivi è senza dubbio la scelta di cambiare per la perdita di competitività o di contratti nel più blasonato Motomondiale, dove tutti questi piloti si sono formati e hanno vinto.
La dichiarazione di Valentino Rossi a Crash.net, ovviamente si allinea a questa tendenza, e ipotizzando l’ingresso a fine carriera MotoGP si arriva ancora una volta al pensiero di Superbike come “circolo della bocciofila per piloti MotoGP in pensione”… una metafora che toglie lustro ad uno degli spettacoli più belli della storia del motociclismo contemporaneo, dove sono nati campioni e icone del motociclismo.
Probabilmente dobbiamo confermare la teoria che vede le moto di serie come macchine molto più semplici da governare. Finora i piloti che non vincevano più dall’altra parte, qui hanno vinto, e la maggior parte dei piloti che hanno conquistato titoli in SBK, non hanno combinato nulla nella MotoGP. Vedremo se Ben Spies, con il suo talento, riuscirà a portare un’eccezione, ma la mia convinzione rimane una: i due campionati, per funzionare al meglio, dovrebbero rimanere separati da regolamenti molto differenti e correre in parallelo, senza mai incontrarsi.
Per fortuna ci sono molti giovani competitivi che salvano la Superbike dall’idea di “succursale” del motomondiale, e una volontà da parte della Infront Motor Sports di preservare la formula alla quale la Dorna, ultimamente, si sta ispirando fin troppo.