MotoGP, De Puniet: "Forse qualche wildcard con Suzuki nel 2014"
Il pilota francese, quest'anno test rider a tempo pieno per il progetto Suzuki MotoGP, incrocia le dita per un possibile debutto della moto già quest'anno.
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Come annunciato già a Novembre, Randy De Puniet nel 2014 farà solamente il test rider ‘a tempo pieno’ per il progetto Suzuki MotoGP, un ruolo assunto l’anno scorso ‘part time’ in alternanza con i suoi impegni da pilota ufficiale Aspar. Dopo il divorzio dal team spagnolo a fine anno, il 32enne pilota francese ha deciso di concentrare interamente i propri sforzi sul lavoro di sviluppo della XRH-1, il prototipo che nel 2015 segnerà l’atteso ritorno della casa di Hamamatsu sulla griglia della MotoGP, ed in una recente intervista con Crash.net ha fatto il punto della situazione alla vigilia della nuova stagione. Ne riportiamo alcuni brani:
“Per me non è cambiato nulla fino ad ora: ho guidato nel test di Valencia lo scorso anno e ora sarò in sella anche per i due test di Sepang. Ma dopo sarà diverso. Abbiamo una lunga serie di test in programma per quest’anno: non sarò occupato come quando ero un pilota ‘full-time’, ma sarò comunque abbastanza impegnato e comunque sarà molto interessante, perché proveremo su piste diverse sia in Europa che oltreoceano. E’ stata una mia scelta. Anche se non correrò, la cosa più importante per me è essere felice e divertirmi ad andare in moto. Quindi questa era la cosa migliore per me, anche senza le gare.”
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Anche se, in passato, le smentite a riguardo non sono mancate, le voci su un possibile debutto anticipato di Suzuki nel Mondiale MotoGP come wildcard già nel 2014 continuano ad affiorare con una certa frequenza. De Puniet è tra quelli che sperano in una simile evenienza, anche se preferisce non sbilanciarsi troppo a riguardo:
“Ho sentito le voci e tengo le dite incrociate. Spero che succeda, ma dipenderà da molti fattori, tra i quali ci saranno anche le prestazioni della moto. Allo momento la situazione non è chiara su questo punto. Tutto quello che so è che abbiamo un fitto programma di test con il progetto Suzuki MotoGP, e che un’eventuale wildcard sarebbe una specie di ‘bonus’.”
Erano 16 anni che De Puniet partecipava regolarmente al Motomondiale (3 anni in 125 a partire dal 1998, 5 in 250 e 8 in MotoGP), ma questo anno sabbatico non lo vedrà completamente a digiuno di corse:
“Parteciperò alla 8 Ore di Suzuka, è una gara a cui ho sempre sognato di partecipare. Non so ancora con quale team e con quali compagni di squadra, ma sarò in gara con una Suzuki e cercherò di vincere. Voglio davvero fare quella gara perché adoro Suzuka.”
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Il grande cambiamento tecnico di questa stagione è rappresentato dall’avvento della centralina obbligatoria Magneti Marelli. Mentre le moto della nuove classe Open dovranno destreggiarsi con il software imposto dalla Dorna, i piloti delle moto ‘Factory’ potranno utilizzare un software realizzato dal costruttore stesso, e De Puniet si dice impaziente di adattare la nuova ECU al quattro-cilindri-in-linea Suzuki:
“Penso che il piano per questa settimana sia quello di lavorare con la ECU Magneti Marelli perché è l’elettronica con cui si correrà il prossimo anno, e sarebbe stupido continuare con qualcosa di diverso [Suzuki l’anno scorso utilizzava una centralina Mitsubishi]. Abbiamo lavorato duramente lo scorso anno e migliorato la moto di molto sin dall’inizio, ma ora dobbiamo continuare su questa strada ora. Il problema principale dello scorso anno era l’aderenza sulle piste dove il grip non era granchè. Abbiano lavorato molto quest’inverno per trovare delle soluzioni, anche se penso che qui [a Sepang], con queste temperature, il grip non sarà un grosso di un problema.”
In merito alle differenze tra la ART (la CRT su base Aprilia RSV4 che il transalpino a guidato negli ultimi due anni) ed il prototipo Suzuki MotoGP, De Puniet ha risposto:
“Questa è una MotoGP Factory, la CRT era un mix tra una Superbike e non so che altro. Questa è diversa in tutto. L’intero concetto della moto è diverso, dal motore al cambio, fino all’elettronica. Per me le CRT non erano MotoGP, anche se lo scorso anno il mio compagno di squadra [Aleix Espargarò] ha fatto alcune gare e dei tempi sul giro davvero buoni. Ma nel confronto con le moto ufficiali, c’era una enorme differenza. La nuova classe Open invece è una buona cosa. Penso davvero che l’introduzione di questo tipo di moto sia stata una buona scelta perché alcune sono già vicine alle moto ufficiali. Inoltre hanno quattro litri in più di carburante e le gomme morbide per ridurre il divario: credo sia una buona soluzione per rafforzare il campionato.”
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