Nicky Hayden spiega le differenze tra i dischi in carbonio e quelli in acciaio

Nicky Hayden, alias Kentucky Kid, torna in SBK, dove troverà molte cose differenti, ma anche qualcuna esattamente com'era allora, tra cui i dischi freno in acciaio e non più in carbonio come sulle MotoGP, di cui ci spiega le differenze.

Di Gianluca Salina
Pubblicato il 23 dic 2015
Nicky Hayden spiega le differenze tra i dischi in carbonio e quelli in acciaio

Dopo 216 gare in MotoGP, con il culmine raggiunto con la vittoria del campionato 2006 davanti a Valentino Rossi, Nicky Hayden tornerà al suo vecchio amore, la SBK dove, nel mondiale, esordì nel 2002 come wild card nel GP degli USA a Laguna Seca, sulla Honda RC51 (VTR SP).

A quattordici anni di distanza da allora, Kentucky Kid ritroverà ancora una volta la casa dell’ala dorata, anche se la sella sarà quella della CBR 1000 RR. Molte cose sono cambiate, da allora, a cominciare dal nuovo format che, introdotto a partire dalla prossima stagione, prevede Gara 1 al sabato e Gara 2 alla domenica. Altrettanti aspetti sono però rimasti invariati. Tra questi, l’utilizzo dei dischi dei freni in acciaio.

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Questa, per il pilota a stelle e strisce sarà una delle sfide a cui andrà incontro nella sua nuova avventura, dal momento che le derivate dalla serie, contrariamente alle MotoGP (in almeno in condizioni di asciutto), non possono utilizzare i freni in carbonio, banditi molti anni fa, né i compositi, dichiarati fuorilegge dalla SBK da qualche stagione.

Hayden ha già fatto due uscite, con quella che sarà la sua prossima moto, durante altrettante sessioni di test, nelle quali ha potuto saggiare l’impianto Nissin che equipaggerà la sua Fireblade.

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L’ex-pilota del team Aspar ha affermato che il team “Repsol Honda MotoGP sta provando i freni Nissin a Jerez e c’è un tester a Motegi che sta girando con un loro impianto. Honda è proprietaria di Nissin e vuole assolutamente arrivare al livello di Brembo”.

Parlando delle differenze tra acciaio e carbonio, Kentucky Kid ha detto:

“Quando inizialmente tiri la leva, i dischi in acciaio sono molto aggressivi. Il primo attacco di frenata è molto potente, a volte anche più del carbonio, ma quando si frena duro, veramente a fondo, è lì che il carbonio fa la differenza. Il rilascio della leva è un altro punto a favore di questo materiale. Puoi modulare la frenata molto facilmente. Alla fine della staccata, l’acciaio ha un comportamento molto più on/off. Il carbonio necessita realmente di scaldarsi. Dipende dalla pista, dalle condizioni e dalla dimensione dei dischi. Normalmente puoi azionarli fino alla fine della corsia box ed ottenere il 90% del calore necessario. In piste come Phillip Island, che possono essere fredde e non necessitare di grandi frenate, a volte è dura tenere in temperatura di dischi durante i primi due giri ed allora si ricorre alle cover. In Superbike però non si frena così dentro la curva, conn le gomme Pirelli, com’è avvenuto fino a quest’anno con le Bridgestone. Il carbonio stressa maggiormente le coperture. L’unico punto dove ho notato una reale differenza tra carbonio ed acciaio è la curva due a Jerez. Là, se si frena anche solo mezzo metro dopo, letteralmente non ti fermi. Quando hai bisogno l’ultimo affondo di frenata, il carbonio ti fa certamente fermare prima. Se si mettessero i dischi in acciaio i MotoGp anche sull’asciutto, le frenate si allungherebbero. Ai recenti test infine, l’acciaio Nissin dei dischi non ha accusato il minimo problema di fading. La leva era molto consistente ed anche dopo una simulazione di gara non ho dovuto regolarla.”

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