Honda CBR 1000 RR 2016: si farà, parola di Tetsuyo Suzuki

Per Honda sarebbe vicino il momento di un cambio di modello della sua punta di diamante. Le avversarie incalzano e la casa dell'ala dorata non può più attendere.

Di Gianluca Salina
Pubblicato il 20 feb 2016
Honda CBR 1000 RR 2016: si farà, parola di Tetsuyo Suzuki

In Giappone il chiamarsi Suzuki e lavorare in Honda non fa sorridere come forse accade in Italia. Tetsuyo Suzuki poi, capo della ricerca e sviluppo della divisione moto della casa giapponese, non è persona che ama scherzare, almeno quando si parla di lavoro.

Per questo è stato giustamente preso sul serio quando, rispondendo alla domanda su quali modelli di moto supersportive dovessimo attenderci dalla casa dell’ala dorata nel prossimo futuro, ha fatto capire che la CBR 1000 RR rientra certamente nei piani.

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Con le competitor che hanno decisamente alzato l’asticella per quanto riguarda le 1000, Honda ha bisogno della nuova moto, come ha la necessità di ribadire la propria capacità di produrre supersportive user-friendly che, proprio per questo, sono apprezzate da molti motociclisti.

Così, in attesa di sapere se nel futuro del più grande costruttore di moto al mondo ci sarà davvero un’altra hyper-sport, da usare magari come base per la Superbike nel 2017, che sia la tanto attesa RVF 1000, piuttosto che una versione “economica” della iconica RV213V-S, ci si appresta probabilmente a conoscere l’ultima nata di una stirpe nata nel lontano 1990.

In quell’anno fu mostrato il prototipo CBR 750 RR, poi sfociato, due anni più tardi, nella Fireblade 900 di serie. Il 2017 sarebbe il venticinquesimo anniversario. In Honda potrebbero aver pensato che non sarebbe male festeggiarlo con un nuovo modello, di cui peraltro si parla ormai da immemore tempo e sul quale si è scritto e detto di tutto e di più.

Fermo restando che il condizionale sia d’obbligo, il nuovo modello, che per essere sul mercato nel 2017 ci si attenderebbe venga mostrato ad Intermot (5-9 Ottobre) o ad EICMA (10-13 Novembre), dovrà necessariamente disporre di un motore Euro4, ma anche di una elettronica molto più sofisticata rispetto all’attuale e, ultimo ma non meno importante, di più cavalli.

Se è vero che la potenza pura non è mai stata il chiodo fisso dei progettisti delle Fireblade, occorre comunque reggere il passo con la concorrenza, anche sul fronte delle dotazioni. Ecco così che si fanno largo voci sulla presenza di sospensioni elettroniche Ohlins, di una nuova versione del sistema C-ABS, l’anti-impennata e (finalmente) il traction control, con il tutto governato da una ormai immancabile piattaforma inerziale.

Le novità non si fermerebbero però qui, in quanto indiscrezioni provenienti da ambienti vicini alla casa dell’ala dorata indicherebbero un sistema ride-by-wire con diverse mappature, fari a LED, oltre a novità per quanto riguarda il sistema di iniezione e l’airbox .

Scontato l’avvicinamento al muro dei 200 cavalli, anche se Suzuki-san ribadisce la volontà della casa giapponese di rispettare i canoni di usabilità del progetto originario. Queste le sue parole:

“Parlando del futuro della Fireblade, non vogliamo creare una moto estrema al pari di altre come la Yamaha R1M, ad esempio. Le prestazioni e la filosofia della moto non sono primariamente finalizzate all’utilizzo in pista, non è questo lo scopo. L’obiettivo è di avere un mezzo fruibile sulle strade aperte al traffico”.

N.b.: il rendering contenuto nel post non è ufficiale

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