Marco Melandri: "Non seguo le gare ma sono pronto"
Il ravennate a Virgin Radio "Io non ho visto l'apertura in Australia. Sono deluso, non guardo, non leggo nulla. "
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Il sasso è stato lanciato. L’affare Melandri-SBK è uscito fuori alla vigilia del secondo round in Thailandia dal manager Alberto Vergani con una lettera indirizzata alla Dorna in cui si denunciava una mancanza di attenzione da parte del promoter nell’aiutare a trovare una sella per il ravennate. In seguito, lo stesso Melandri ha preso la parola ai microfoni – è il caso di dirlo – di Virgin Radio al programma Revolver. “E’ vero, una serie di eventi ha comportato a ritrovarmi in una condizione difficile. Sono a casa”.
Il campione della classe 250cc ha però rilanciato: “Io sono pronto: se dovessi trovare una soluzione interessante, la voglia di correre c’è. Con la MV Agusta non c’erano le condizioni per poter schierare una seconda moto. Mancavano venti giorni alla prima gara e non c’era niente di chiaro: non c’era il team, non si sapeva se c’erano i soldi.
Io però ero disposto a mettermi in gioco e correre anche gratis, se l’azienda avesse avuto voglia di sostenermi. Però non c’erano le condizioni, quindi ho preferito fermarmi. Sono a piedi per il mio passaporto: troppi interessi in ballo e già troppe polemiche”
Il ricordo di Melandri era per l’inverno appena passato con i test MV Agusta ad Jerez. Ma tra il dire ed il fare mancavano circa 400.000 euro, i soldi necessari per poter schierare una seconda MV F4 e divenire compagno di box di Leon Camier.
Il sasso dunque è stato lanciato: da un lato Vergani-Melandri. Ora bisognerà attendere l’eventuale risposta di Dorna. La domanda è lecita: cosa farà Melandri nel futuro prossimo? “Io non ho visto l’apertura in Australia. Sono deluso, non guardo, non leggo nulla. Però tra un paio di mesi ci saranno delle novità importanti sul mio conto” chiosa il pilota. Novità si, ma senza specificare l’oggetto di questa novità…
SBK – Vergani scrive a Dorna: “Melandri abbandonato”
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Superbike in cerca di attore? Forse, perchè al netto dei protagonisti odierni, e nonostante potenzialmente ci siano dei personaggi in grado di far animare le folle (ma il primo antipasto di Phillip Island dovrà avere un seguito, magari anche con l’apporto superiore nei piani alti di BMW e Aprilia), si continua a parlare degli assenti. Se da un lato Rea, Sykes, Giugliano, Davies, Savadori, Van der Mark, Hayden, Brookes ed il resto della compagnia hanno mostrato il proprio potenziale in una serie che cerca di rilanciarsi dopo il monotono 2015, dall’altro l’attenzione mediatica continua a puntare le luci – a fasi alterne – su Marco Melandri.
L’ultimo capitolo riguardante l’appiedamento del ravennate riguarda una lettera che il manager Alberto Vergani ha inviato a Marc Saurina, direttore commerciale Dorna per l’area Superbike. Da sottolineare come la lettera non sia stata indirizzata a Saurina e non a Javier Alonso, grande capo delle Derivate di serie.
Una denuncia – dai toni decisi seppur pacati – che mette in mostra tutta la volontà da parte del manager di trovare una sella al suo assistito, dopo il naufragio dell’operazione Mv Agusta con Giovanni Cuzari. Servivano qualcosa come 400.000 euro e, nonostante un test in sella alla F4 a Jerez, Melandri si ritrova ancora a piedi.
Ecco quindi lo j’accuse nei confronti del promoter, reo di non aver fatto nulla per agevolare l’approdo di Melandri nel campionato 2015. Vergani fa leva sul palmares del pilota italiano, secondo nella classifica dei piloti più vincenti tra coloro che portano i vessilli del tricolore con 19 centri (dietro solo ai 21 di Biaggi).
A sostegno dell’accusa anche un paragone con quanto fatto da Flammini nei confronti di Max Biaggi. Il corsaro dovette rimanere fermo per un anno nel 2006, ma l’anno seguente, grazie anche all’aiuto dell’allora promoter Infront, l’affare tra Biaggi e Battà si concluse. Stesso dicasi per l’aiuto offerto nel 2008, quando Biaggi guidò per il team di Marco Borciani una Ducati 1098R.
Per Melandri, lo stesso Vergani denuncia una mancanza di coerenza nel trattamento. Il ravennate in Superbike ha corso con Yamaha, salvo poi passare in BMW – prima con il team interno poi con la gestione italiana – ed infine con Aprilia. Anni in cui, tra alti e bassi, fortune e sfortune, problemi e scelte talvolta non azzeccatissime, Marco è sempre stato un protagonista delle derivate di serie che farebbe comunque comodo al circus iridato.
Di seguito la lettera ufficiale di Alberto Vergani indirizzata a Marc Saurina:
Ciao Marc!
Leggendo uno speciale della Gazzetta di questa mattina ho deciso di
scriverti il mio dispiacere per la assenza di Marco dal Mondiale SBK.
Purtroppo non sono riuscito a trovare un posto per lui e l’organizzatore
non è riuscito a fare quanto faceva Flammini ( con Biaggi per esempio )
ai tempi in cui doveva competere contro la Dorna.
Non è una lamentela ma un fatto oggettivo che riguarda un pilota che non
vuole ritirarsi e che ha vinto 19 gare in 4 stagioni.
Tra quelli in attività solo Sykes e Rea grazie a una supermoto che vince
da 4 anni.
Sorry per la considerazione ma i fatti sono questi.
Un abbraccio
Alberto Vergani
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