Moto3, Misano decisiva per il titolo?

Verso Misano, attesa la Moto3 che giunge in riva all’Adriatico con un pilota italiano in testa al mondiale

Di Massimo Falcioni
Pubblicato il 27 ago 2019
Moto3, Misano decisiva per il titolo?

Dopo Silverstone, un’altra pausa, stavolta di tre settimane, prima di arrivare a Misano, 13esimo round stagionale, sei gare al termine. Attesa, attesissima, la Moto3 che giunge in riva all’Adriatico con un pilota italiano in testa al mondiale. Parliamo, si sa, di Lorenzo Dalla Porta che proprio sul circuito romagnolo, nel 2018, face saltare il banco centrando con una corsa super la sua prima vittoria iridata, in un volatone al cardiopalma bruciando Jorge Martin (che proprio lì tornò leader in classifica generale) e Fabio Di Giannantonio. Anche allora, come oggi, il 22enne pratese del Team Leopard disponeva di una Honda che volava sul dritto e in accelerazione ma anche allora, come oggi, Lorenzo dimostrava (e dimostra) sul campo di essere adeguato, degno di pilotare un mezzo “superissimo” tant’è che nell’ultima gara di Silverstone ha vinto (sempre in volata) Ramirez, davanti alla nuova stella nascente Arbolino e, appunto, al compagno di squadra Dalla Porta. Quindi l’italiano del Team Leopard arriva a Misano in testa (171 punti) con un vantaggio su Canet (solo 13esimo in Inghilterra dopo la caduta iniziale e uno straordinario recupero quasi superbo quanto quello del Sachsenring) di 14 punti seguito dal 3° Arbolino (133 punti), dal 4° Antonelli (118 punti), dal quinto Ramirez (114) che s’avvicina all’italiano del Team di Simoncelli, dal 6° MCPhee (93), dal 7° Vietti (88), dall’8° Masia (83), dal 9° Fenati (67), ancora sfortunato in Inghilterra per un contatto a 8 giri dal termine proprio nella fase di attacco alla testa della corsa, dal 10° Kornfeil (67), dal 12° Foggia (54), dal 16° Migno (49) ecc.

Visto quel che è accaduto fin qui è facile dire che tutto può ancora accadere. Ma, stando coi piedi per terra, si può azzardare un pronostico dicendo che la lotta per il titolo è un affare fra Dala Porta, Canet, Arbolino con altri piloti – Antonelli, Ramirez, McPhee, Vietti, Masia, in particolare Fenati e Foggia – capaci di battersi davanti nel ruolo di outsider e, perché no, in quello di “guastafeste”. Dei tre attualmente in testa, Dalla Porta – lo dimostra il punteggio – è stato il più costante, ma fin ora ha vinto solo una volta, in Germania, mettendo nel suo carniere tanti punti grazie ai pregevoli piazzamenti: 5 volte secondo e un terzo! Bissare il successo 2018 a Misano, per Lorenzo sarebbe la ciliegina sulla torta, forse l’occasione d’oro per ipotecare l’agognato titolo. A Canet e ad Arbolino piacendo, che è come dire, entrare nella tana dei lupi. Lo spagnolo, di pregevole scorza, vessillifero del “magnifico” Team di Max Biaggi, più volte frenato dalla sfortuna, ha al suo attivo due vittorie, un secondo e tre terzi raccogliendo pochi punti in Argentina (4), al Mugello (9), ad Assen (4), in Austria (6), a Silverstone (3).

E siamo ad Arbolino, bomba H tascabile, due secondi e un terzo, qui pesano gli zeri in Qatar, Spagna, Francia, Catalogna e il punticino preso in Germania. Ma i 4 punti “mangiati” al leader della classifica, i pesantissimi 17 punti presi al suo diretto inseguitore (si parla del GP inglese), le tre pole position in un mese, il sesto podio stagionale (il settimo per il Team Snipers di Giancarlo e Mirko Cecchini mettendo sulla bilancia la pregevole doppietta austriaca con il ritorno sul gradino più alto di Fenati), soprattutto le qualità di guida – determinazione da giovane famelico mastino e senso tattico da consumato veterano – dimostrano la progressione del pilota lombardo, cui niente è più precluso, compreso il “miracolo” del titolo iridato. Ripetiamo, con le corse-trenino e con la bagarre che sin dalle prove e dalle qualifiche rendono la Moto3 avvincente quanto ad alto rischio per ognuno dei partecipanti, non c’è previsione che tenga. Fatto sta, come sancisce la classifica, che poi a prevalere sono i “soliti” e, appunto, la battaglia finale sarà fra i tre o quattro sopra citati. Misano, quindi, può essere il passaggio decisivo per il Mondiale. Ma, c’è sempre un ma. Il titolo, va ripetuto, si vince non pensando ossessivamente al Mondiale ma dando tutto e di più ogni volta, in ogni gara, possibilmente arrivando sul podio, meglio primi. Niente fa meglio – anche al morale del pilota e della squadra – di una vittoria: mette le ali a chi vince demoralizzando chi perde. Dunque Misano appuntamento cruciale. Vietato sbagliare.

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