Scott Redding su Iannone: “Fate più controlli. O ci potrebbero essere sorprese inaspettate?”
Dopo l’esplosione del caso di presunto doping riguardante Andrea Iannone il pilota britannico si è lasciato andare ad un commento piuttosto allusivo sul proprio profilo Instagram
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La notizia del caso di presunto doping riguardante Andrea Iannone ha scosso il circus della MotoGP e tutto il mondo del motociclismo. In seguito ad un controllo effettuato lo scorso 3 novembre durante il Gran Premio della Malesia il pilota di Vasto sarebbe infatti risultato positivo ad un’ancora misteriosa sostanza proibita, appartenente alla categoria degli steroidi androgeni anabolizzanti esogeni: in applicazione dell’articolo 7.9.1 del suo regolamento antidoping la Federazione Internazionale del Motociclismo ha dunque temporaneamente sospeso l’abruzzese, a cui è comunque riservata la possibilità di richiedere un ulteriore test di verifica.
Iannone, attualmente interdetto da qualunque competizione che si disputi sotto l’egida della Fim, si è dichiarato sorpreso ma “totalmente tranquillo”, esprimendo la “massima fiducia nella conclusione positiva di questa vicenda”. Sui social network, ovviamente, è esploso il delirio: nel turbine di opinioni di tifosi, detrattori e di chi si limita giustamente ad invocare la cautela che si raccomanda in casi del genere, c’è stato spazio anche per gli interventi di qualche collega pilota.
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Tra questi spicca Scott Redding, ex ufficiale di Aprilia MotoGP e attuale portacolori dello squadrone Ducati in Superbike: il britannico ha infatti commentato la notizia riguardante Iannone con un post enigmatico e piuttosto allusivo.
“Interessante” ha scritto con tono apparentemente ironico su Instagram “Eseguite con regolarità i test su più piloti, in modo da mantenere pulito lo sport. O potremmo avere qualche sorpresa inaspettata?.
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A cosa allude il neo-acquisto di Borgo Panigale, che il prossimo anno correrà in Wsbk con la Panigale V4R che fu di Alvaro Bautista? Il Motorsport, per la sua stessa natura, non è certo il terreno più fertile per il proliferare del doping. Rispetto a quanto accade in altri sport anabolizzanti e steroidi sono sicuramente meno diffusi, ma ciò non significa che le discipline a due e quattro ruote siano completamente estranee alle sostanze proibite. Anzi: in un motociclismo che si fa sempre più “fisico”, dove le prestazioni raggiunte dai mezzi richiedono ormai ai piloti di essere atleti a tutto tondo, il rischio che certe pratiche si diffondano anche da questa parte della barricata è reale.
I precedenti non sono moltissimi ma non mancano: ricordiamo il caso molto controverso di Noriyuki Haga, squalificato nel 2000 per efedrina, o quello del recidivo Anthony Gobert, pizzicato più volte alla fine degli anni 90 a consumare marijuana. In tempi più recenti anche l’asso statunitense di motocross James “Bubba” Stewart e l’australiano Anthony West sono stati protagonisti di vicende simili, con strascichi e polemiche che continuano ancora oggi.
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Nel post in questione il Campione in carica del British Superbike Championship ha anche taggato l’ex team-mate abruzzese, con il quale già in passato aveva avuto modo di polemizzare: a fine 2018 il team Aprilia gli aveva preferito proprio l’italiano, in un licenziamento che Redding non aveva digerito affatto bene. “Mi hanno lasciato a casa per prendere Iannone a peso d’oro” aveva commentato a febbraio dell’anno scorso “Per poi vederlo assente a causa di un intervento estetico”. Il riferimento era ovviamente ai test di Sepang di inizio 2019, a detta di alcuni saltati da Iannone proprio a causa di un’operazione di chirurgia estetica.
Nel caso odierno, però, più che essere una frecciatina ad Andrea il post sembra voler fare polemica contro il “sistema”, responsabile scarsi controlli e negligenza nei confronti del tema doping. Sarà davvero così?
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