KTM in crisi: BMW pronta a salvarla, ma a che prezzo?

BMW potrebbe salvare KTM con un piano controverso. Oggi i creditori decideranno il futuro di Pierer Mobility e del gruppo motociclistico.

Di Marianna Bortevi
Pubblicato il 25 feb 2025
KTM in crisi: BMW pronta a salvarla, ma a che prezzo?

Ci sono 4.500 dipendenti a rischio e il 30% di debito da finanziare nell’immediato. Sono i numeri chiave che caratterizzano la crisi di Pierer Mobility, holding proprietaria di KTM, mentre si profila all’orizzonte l’intervento di BMW come possibile salvatore.

La casa automobilistica tedesca sta valutando un’operazione che potrebbe rivoluzionare il futuro del prestigioso marchio motociclistico austriaco. Il piano per salvare KTM in crisi, ancora da confermare, prevederebbe una profonda ristrutturazione aziendale con lo spostamento della Ricerca e Sviluppo in Germania e della produzione in India.

La decisione cruciale è attesa per oggi, 25 febbraio 2025, quando i creditori si riuniranno presso il tribunale austriaco di Ried im Innkreis per votare sulla proposta di ristrutturazione del debito. L’intervento di BMW, sebbene potenzialmente risolutivo, solleva preoccupazioni significative per l’economia locale austriaca.

Prima dell’interesse di BMW, altri potenziali acquirenti come CF Moto e Bajaj si erano fatti avanti, mentre lo Stato austriaco aveva manifestato la volontà di sostenere quello che considera un asset strategico nazionale. La proposta tedesca, tuttavia, potrebbe rappresentare una soluzione drastica ma efficace per il rilancio del marchio.

Il piano di rientro debito attualmente in discussione prevede anche il trasferimento di alcune attività in Asia, ma l’approccio di BMW appare più radicale. La prospettiva di massicci licenziamenti e il trasferimento delle operazioni chiave fuori dall’Austria potrebbero incontrare resistenze da parte delle autorità locali, che dovrebbero farsi carico di gran parte del debito residuo attraverso il fondo di perequazione.

L’esito dell’udienza odierna potrebbe segnare una svolta decisiva non solo per KTM ma per l’intero settore motociclistico europeo, con ripercussioni che andrebbero ben oltre i confini austriaci. Il mercato finanziario segue con attenzione gli sviluppi, come dimostrato dal recente recupero del titolo Pierer Mobility in borsa, dopo il tracollo iniziale dovuto al default.

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