Caos e polemiche al GP delle Americhe: la strategia di Marc Márquez divide
Marc Márquez e il cambio moto dell'ultimo minuto al GP delle Americhe: caos, ritardi e polemiche sulle regole MotoGP.
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Caos MotoGP: dieci minuti di ritardo e polemiche infinite. Un cambio moto dell’ultimo minuto, un’interpretazione controversa delle regole e un ritardo nella partenza hanno caratterizzato il GP delle Americhe di MotoGP, portando a momenti di confusione senza precedenti. Tutto è iniziato quando Marc Márquez ha deciso di tornare ai box per sostituire la sua moto poco prima del via.
L’episodio ha innescato un effetto domino: diversi piloti hanno seguito l’esempio del campione spagnolo, causando un ritardo di dieci minuti nella procedura di partenza. Questo ha sollevato dubbi sull’applicazione del regolamento MotoGP, che appare ambiguo in situazioni simili.
Le norme attuali
Le norme attuali prevedono che i piloti possano cambiare moto entro tempi ragionevoli, ma la pit lane chiude ufficialmente circa dieci minuti prima dell’inizio del giro di riscaldamento. Chi decide di effettuare un cambio gomme dovrebbe partire dalla corsia box, mantenendo la posizione ottenuta in qualifica e scontando un ride through penalty, come indicato dalla Direzione Gara.
Il regolamento specifica inoltre che non è consentito ritardare l’avvio della competizione. I piloti con problemi tecnici devono rimanere sulla propria moto, segnalando l’inconveniente con un braccio alzato, senza interferire con la procedura di partenza.
Cosa non torna nella mossa di Marc Márquez
La strategia di Márquez ha diviso gli esperti: alcuni la considerano un’astuta mossa tattica per massimizzare la performance in gara, sfruttando l’attesa di condizioni meteo più favorevoli; altri la vedono come un comportamento al limite delle regole, volto a guadagnare un vantaggio non del tutto legittimo.
Questo episodio potrebbe spingere la Direzione Gara a rivedere le normative, eliminando le zone grigie che hanno consentito una situazione così controversa. Nel frattempo, la comunità del motociclismo si divide tra chi ammira l’astuzia del pilota Ducati e chi critica il comportamento come scorretto.
Il caso evidenzia non solo l’importanza delle decisioni strategiche nel motorsport, ma anche la necessità di un regolamento MotoGP più chiaro per garantire competizioni più eque e trasparenti in uno sport in continua evoluzione.
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