Ducati Hypermotard “Igneous Ripper” by Rough Crafts

Il customizzatore taiwanese si è già misurato con moto di diverse marche, ma il suo stile trova la massima espressione con questa special su base Ducati.

Di Adriano Bestetti
Pubblicato il 21 dic 2022
Ducati Hypermotard “Igneous Ripper” by Rough Crafts

Una delle special più riuscite della Rough Crafts, officina di Taipei guidata dal rinomato customizzatore Winston Yeh, si chiama Igneous Ripper e ha peso vita dai resti di una Ducati Hypermotard 939 del 2018. Il progetto è nato per iniziativa di un cliente che voleva rendere la muscolosa moto bolognese più consona alla sua statura, ma senza perdere la posizione di guida eretta e la sua naturale agilità.

Con questa premessa, Yeh ha subito individuato nello stile street tracker quello più adatto per l’impresa e per questo è stato immediatamente fabbricato un nuovo telaietto ausiliario per rimodellare il retrotreno. Per la carenatura è stato chiamato in causa David Sánchez della piccola casa spagnola Bottpower, che ha dato forma a una serie di pannelli in fibra di carbonio di alta qualità che ricordano i prodotti della sua azienda di appartenenza.

Davanti c’è un elemento che ricorda la tabella portanumero delle moto off-road da competizione, ma in realtà incornicia due piccoli fari della Koso. Tutti gli indicatori di direzione sono di Rizoma, con quelli posteriori che assolvono a tutte le funzioni del gruppo ottico. La strumentazione è quella originale dell’Hypermotard 929, anche se ricollocata in una nuova posizione.

Il nuovo serbatoio in metallo e le protezioni del radiatore sono state realizzate da MS Pro, un partner abituale di Rough Crafts che quindi conosce a menadito il particolare stile del customizzatore taiwanese. Il primo è stato poi impreziosito da un tappo e da un paio di stemmi con i loghi Rough Crafts realizzati su misura. Kingsman Seat ha invece confezionato la bella sella trapuntata.

La forcella rovesciata Ohlins è stata strappata a una Kawasaki Ninja ZX-14R e adattata a una piastra di sterzo di CNC Racing mentre il monoammortizzatore posteriore è stato messo a punto per abbassare il retrotreno di 2,5 cm contro i 5 cm dell’anteriore. Ohlins ha fornito anche l’ammortizzatore di sterzo mentre l’impianto frenante arriva dalla produzione Beringer. I cerchi originali sono stati abbandonati in favore di un paio di ruote in carbonio da 17 pollici di BST accoppiate a coperture Pirelli Diablo Rosso Corsa II.

Il motore non ha ricevuto variazioni di rilievo, solo qualche componente dal grande effetto estetico come la cover trasparente della frizione di Ducabike. Il sistema di scarico è invece interamente in titanio e si compone di una marmitta di SC Project in cui confluiscono i contorti collettori appositamente partoriti da Tron Racing.

 

 

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